Le opere dell’artista africano George Lilanga saranno a Parma, insieme a 39 fotografie di Simone Casetta, nell’ambito della mostra “3 Sguardi Africani ”, in programma a Palazzo Giordani, dal 18 settembre al 9 ottobre 2008.
“3 Sguardi Africani” è una mostra d’arte contemporanea curata da Marina Mojana e promossa da MUOVERSI (non Commuoversi) Onlus di Parma, in collaborazione con CEFA – Il Seme della Solidarietà (Onlus di origine bolognese attiva in tutto il mondo con importanti progetti di cooperazione per lo sviluppo) e con il Tavolo Provinciale per la Cooperazione Internazionale, Assessorato Provinciale alle Realazioni Internazionali e Cooperazione Decentrata, con il sostegno dell’associazione CIBOPERTUTTI - KUMINDA e l’associazione culturale Le Reseau – Ottobre Africano e con il patrocinio di Provincia di Parma.
Le 6 sculture in ebano 20x30x70 di George Lilanga (1934-2005), provenienti dall’Archivio Cavellini di Brescia, sono colorate, vivaci, espressione di contesti rurali e di uno sguardo intriso di umorismo. Intagliate nel legno e dipinte a tinte sicure e luminose, tramandano i valori della vita sociale e della cultura dell’arte makonde, nata negli altopiani del Mozambico. Lilanga sembra tradurre in immagini contemporanee le antiche Ujamaa (sculture che simboleggiano la coesione e la solidarietà umana) per comporre un mondo immaginario e mitico, popolato da spiriti buoni e cattivi detti shetani, che rappresentano le qualità e i difetti umani, ma anche le feste del villaggio, i conflitti sociali, i benefici della terra o le catastrofi della natura. Nipote dello scultore africano Agostino Malaba, che coltivò il suo giovane talento, Lilanga, quasi quarantenne, si trasferì definitivamente dallo zio a Dar es Salama, dove frequentò il centro d’arte Nyumba ya Sanaa e scoprì la pittura dei Tingatinga. Gli anni Ottanta segnarono l’inizio del suo successo internazionale e delle mostre nei più importanti musei del mondo, dal Centre Pompidou di Parigi al Guggenheim di Bilbao, da Tokyo a Shangai, da Ginevra a Washington.
L’arte ha permesso a Lilanga di trasformare gioie, speranze e sofferenze in un gesto creativo e fecondo per tutto il suo popolo. Come la fotografia per Simone Casetta, da anni impegnato a raccontare la gente che vive le contraddizioni dei Paesi più poveri del mondo.
Nelle 39 fotografie a colori formato 55x60 montate su alluminio incorniciate in plexiglass, Simone Casetta documenta la realtà di Njombe, capoluogo dell’omonimo distretto della Tanzania, che si estende in gran parte sui monti del Kipengere, a 2.000 metri sul livello del mare. Njombe è una regione dove i volontari del CEFA hanno dato vita, insieme ai contadini tanzaniani, a circa 500 allevamenti di vacche da latte e ad un caseificio che oggi assicura lavoro, cibo, sopravvivenza ma anche indipendenza ed emancipazione a tante famiglie. Le immagini scattate da Simone Casetta raccontano “la severità di mani nere, che si muovono con ritmo ed eleganza nell’impasto bianco; allegria di sorrisi candidi al sapore di latte, pascoli e stalle, biciclette e mercati”. Nella regione africana colpita dall’Aids e dalla diffusione irresponsabile del latte in polvere (portata avanti da alcune multinazionali nonostante i divieti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità), Casetta coglie la speranza di auto-sviluppo portata dal CEFA.
“3 Sguardi Africani” è dunque una mostra d’arte contemporanea, uno sguardo dall’Africa e sull’Africa, d’intesa, che tutti possono scambiarsi per conoscere, capire e ammirare “una bellezza che vuole condurci verso qualcosa di migliore”.
Ma “3 Sguardi Africani” è anche un gesto di solidarietà, in favore della Njombe Milk Factory, la latteria creata in Tanzania dai volontari della Onlus bolognese.
L’obiettivo dell’iniziativa è quindi duplice: da un lato fare conoscere al mondo degli appassionati dell’arte contemporanea le urgenti domande culturali, sociali ed economiche che attraversano l’Africa di oggi, dall’altro introdurre il mondo del volontariato internazionale al valore della bellezza.
“Gli Sguardi Africani – spiega Marina Mojana – sono reciproci: c’è chi osserva e chi viene guardato; una complicità in cui sono coinvolti un grande artista africano e un affermato fotografo italiano, Simone Casetta, invitato a raccontare la sua Africa, soprattutto quella dove il CEFA ha avviato progetti di cooperazione internazionale. Il suo sguardo si intreccia con quello di Georges Lilanga, il più grande artista contemporaneo della Tanzania. Lilanga e Casetta sono due artisti di successo scelti per la forza con cui sanno trasmettere l’amore per la loro terra. Il terzo sguardo è il nostro, quello del visitatore, che incontra l’Africa, la Tanzania, Simone Casetta e Georges Lilanga, per ritrovare insieme l’entusiasmo e il desiderio di migliorarsi, ricercando la verità oltre ogni luogo comune!”
L’evento anticipa e introduce il consolidato appuntamento annuale della città di Parma con Ottobre Africano, organizzato dall’Associazione Culturale Le Reseau.
Eventi collaterali
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Incontro a Palazzo Giordani con la cittadinanza, gli istituti superiori e gli studenti universitari sul
tema “Il cooperante: tra impegno professionale e volontariato”, in collaborazione con
ParmaMondo, Assessorato Relazioni Internazionali e Cooperazione Decentrata, Ufficio Europa
della Provincia di Parma, CEFA Onlus, KUMINDA, 1 ottobre ore 11,00 – Palazzo Giordani, Sala
Borri
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Proiezione all’Università di Parma - Facoltà di Economia, del documentario “L’incubo di
Darwin” e successivo dibattito in collaborazione con Università di Parma, Le Reseau, Festival dei
Diritti Umani, Assessorato Provinciale alle Politiche Sociali e Forum Solidarietà – Ottobre Africano,
9 ottobre ore 18,00 – Università di Parma, Facoltà di Economia