Il potere magnetico dell’Italia con i suoi centri ricchi di storia, di magnifici edifici, la campagna mozzafiato è un punto di forza nell’arte e nell’architettura americana, fin dai tempi in cui Thomas Jefferson mise piede per la prima volta nella penisola italiana, alla fine del diciottesimo secolo.
Nelle abili mani di illustri architetti, artisti e scrittori come Jefferson, James McNeill Whistler, John Singer Sargent, Henry James, Charles Follen McKim, e John Russel Pope, l’arte e l’architettura italiana hanno fatto da sfondo allo sviluppo di città e metropoli americane ed è fiorita una notevole cultura artistica italo-americana.
Roma, in modo particolare, era il paradigma dell’apprendimento – l’educazione artistica non era completa se non comprendeva una visita alla Città Eterna ed un Grand Tour in Italia.
Ancora oggi, Roma continua ad ispirare generazioni americane di artisti, architetti e studenti di discipline umanistiche ed artistiche.
Tuttavia, nel caso dell’architettura, ed in particolare, della sua rappresentazione, l’influenza di Roma resta in qualche modo nascosta, come se fosse parte di un processo di progettazione o di una ricerca, completamente privata.
Mentre pittori, scultori, musicisti e scrittori continuano a bearsi della grandeur di Roma, gli architetti contemporanei tendono ad accantonare i loro precedenti studi romani ed a non mostrarli mai in pubblico.
Lo scopo di questa mostra, “The Promise of Beauty”, è proprio quello di far emergere una serie di acquerelli che continuano a cercare ispirazione nella cultura artistica italiana.
Questi lavori dimostrano che la lezione della storia è attuale e pertinente non solo per gli architetti, i progettisti e gli ingegneri contemporanei, ma anche per i politici, gli imprenditori e gli amministratori: di fatto, per tutte le persone coinvolte nella costruzione e nella crescita della città.
Questi acquerelli, suggeriscono che la conoscenza del passato è un mezzo criticamente importante per comporre il presente, ma è pure un mezzo necessario per immaginare un futuro migliore.
La mostra esamina molti temi di rappresentazione essenziali per la comprensione della forma architettonica ed urbanistica nella sua principale condizione paradigmatica.
Questi temi sono: spazio urbano, vedute delle strade e delle città, edifici e monumenti, città e paesaggio naturale, attualità delle rovine e vedute suggestive.
Per l’architetto, lo studio del passato si collega in modo più diretto al processo di progettazione se la ricerca comporta un disegno accurato. Sia in forma di schizzi che di studi analitici, il disegno basato sull’osservazione elabora informazioni visive tridimensionali, unità esatte e strategie concettuali.
Roma, ovviamente, è la città modello per disegnare, un palinsesto del linguaggio architettonico, della progettazione urbanistica e della memoria culturale. Dalla sua leggendaria origine attraverso le numerose trasformazioni subite nel corso degli anni, Roma rimane la urbs aeterna.
Victor Deupi, architetto americano, è convinto che la lezione delle città storiche italiane, è lo strumento più importante di oggi per affrontare la sfida del restauro delle città occidentali e per dare un aspetto più umano ed armonico all’ambiente naturale ed urbano, che andiamo costruendo.