Il programma
Francesco da Milano (1497-1543), Ricercata - Fantasia
J.A. Dalza (sec. XV-XVI), Galliarda - Calata
G.B. Granata (1620/21-1687), Toccata
Francesco Corbetta (Paris 1672), Caprice de Chaconne
Santiago de Murcia (Mexico 1732), Fandango - Mariçapalos - Zarambeques - Paradetas
Alessandro Piccinini (Bologna 1624), Toccata - Canarios
Hieronymus Kapsberger (Roma 1640), Passacalles - Arpeggiata
Alessandro Piccinini, Ciaccona
Antonio de Santa Cruz (Madrid ca. 1650), Jacaras
Santiago de Murcia, Tarantelas
Gaspar Sanz (Salamanca 1674), Canarios
Gli esecutori: Rolf Lislevand, liuto rinascimentale, chitarra barocca e tiorba
Nota al programma
Il titolo del concerto - “Fronimo dialogo… Dal rinascimento al barocco dell’Italia settentrionale” - ricalca quello del famoso trattato in forma di dialogo di Vincenzo Galilei (Fronimo / dialogo di Vincentio Galilei / nobile fiorentino / sopra l’arte del bene intavolare / et rettamente sonare la musica) edito nel 1568 e 1584. Fronimo era un immaginario liutista, depositario del sapere musicale (in greco antico fronimo significa infatti saggio), il quale conversando con Eumazio ("colui che impara bene"), un personaggio che gli poneva le domande più disparate, forniva risposte sugli argomenti in questione. Il concerto non ha la pretesa di rappresentare una fonte altrettanto illuminante, ma intende semplicemente avviare uno scambio di idee costruttivo su un campo, ampio e specifico al tempo stesso, come quello che riguarda la chitarra e il liuto.
La Musica è da sempre arte cosmopolita, passaporto fra terre apparentemente lontane, esperanto sonoro. Fandango, Mariçapalos, Zarambeques, Paradetas, Jacaras, Canarios... sono per noi nomi esotici dal significato oscuro, ma tra Rinascimento e Barocco, nella vecchia Europa come nel Nuovo Mondo, indicavano con precisione danze ben note e diffuse, praticate dal popolo così come dai nobili. Le musiche composte per queste danze erano sovente notate come semplici giri di basso, che evidentemente richiedevano ampi margini di improvvisazione e arrangiamento da parte degli esecutori. Fin dal ‘500 gli strumenti a corde pizzicate, i liuti, la chitarra, la vihuela ecc., rappresentavano il più frequente terreno di sperimentazione e indagine armonica e ritmica: non è poi così sorprendente, quindi, imbattersi in armonie che sembrano più avanti di parecchi decenni rispetto al loro tempo... (Marco Montanelli). Naturale dunque il parallelo con Antonio Allegri, il Correggio, grande anticipatore in campo pittorico.
Note biografiche
Rolf Lislevand, nato ad Oslo nel 1961, ha studiato chitarra classica presso l'Accademia di Musica norvegese, affiancando parallelamente numerose esibizioni con la chitarra elettrica: un'esperienza preziosa nel campo dell'improvvisazione che più tardi segnerà il suo linguaggio musicale e il suo approccio alla musica antica.
Entrato a far parte della Schola Cantorum Basiliensis, ha proseguito gli studi sotto la guida di Hopkinson Smith e Eugène Dombois, per essere poi invitato da Jordi Savall ad esibirsi con le sue formazioni Hespèrion XX, la Capella Reial de Catalunya e Le Concert des Nations.
La collaborazione con il maestro spagnolo ha permesso a Lislevand di acquisire una perfetta conoscenza della musica francese per viola da gamba del XVII secolo, scoprendo inoltre la tradizione vocale spagnola del XVI e XVII secolo, grazie al rapporto con Montserrat Figueras. Nel 1987 Rolf Lislevand inizia un lavoro di ricostruzione sulla prassi esecutiva originale per la musica italiana della prima metà del Seicento e fonda l'Ensemble Kapsberger, con cui, a partire dal 1993, incide per Audivis/Naive. Nello stesso anno lascia il suo incarico presso il Centro Nazionale di Ricerca di Tolosa per una cattedra alla Staatliche Hochschule für Musik di Trossingen.
Il suo primo disco, dedicato alla musica di Hieronymus Kapsberger, è premiato dal favore della critica, da un Diapason d'Or e dal titolo di "Meilleur Disque de musique instrumental d'avant 1650"; nel 1995 è premiato da Gramophone con la "Critic's choice".
Nei lavori seguenti (Encuentro, Codex, Alfabeto) Rolf Lislevand sviluppa uno stile interpretativo basato sul sottile equilibrio tra la ricerca musicologica più attuale, l'ispirazione e la creatività di un artista formatosi nelle cultura musicale europea contemporanea e la fedeltà a quello che è ritenuto lo stile esecutivo originale. Tale sforzo lo porta a concludere come numerosi elementi essenziali all'interpretazione della musica del XVII e XVIII secolo non siano recuperabili tramite le fonti attualmente disponibili, e a trarre dunque da tale conclusione una nuova fonte di ispirazione.
Insieme all'Ensemble Kapsberger, Lislevand dà vita ad una nuova concezione della musica strumentale del XVII secolo. La sua interpretazione delle opere di Kapsberger, Santiago de Murcia, Gaspar Sanz, e di altri compositori oggi meno conosciuti dà nuovo slancio a un'intera generazione di strumentisti e liutisti: gli elementi di ritmo, d'improvvisazione, di estremo controllo del timbro e gli spazi che Lislevand introduce nella sua pratica musicale restituiscono al pubblico contemporaneo il valore di un'antica tradizione musicale.
Parallelamente, Lislevand interpreta il repertorio per liuto solo e chitarra in lavori dedicati alla musica di Bach, Gapar Sanz e alla scuola dei liutisti francesi del XVII secolo. Si afferma così come uno dei maggiori liutisti contemporanei, premiato dal favore unanime della critica e da numerosi premi discografici tra cui Diapason d'Or, 10 de repertoire, Choc de la monde de la musique, Grammophone's critic's choice e Spelemannsprisen.
Ispirazione e curiosità lo spingono a cercare la collaborazione di importanti interpreti appartenenti alle più diverse tradizioni musicali: ad oggi, ha lavorato insieme ad ensemble barocchi e a musicisti contemporanei; ad artisti appartenenti al mondo del jazz, del flamenco, della musica araba e della musica popolare di varie origini.
Attualmente, Lislevand si esibisce come solista e direttore dell'ensemble Kapsberger in vari festival internazionali, senza per questo trascurare l'insegnamento della musica antica a Trossingen, dove lavora ad un concetto di didattica che ricalchi lo spirito umanista di un espressione artistica a tutto tondo.