Giovedì 11 giugno ore 21.00 all'Auditorium Toscanini di via Cuneo a Parma si svolgerà un incontro-dibattito dal titolo
L'inceneritore brucia anche la food valley?
con esperti e aziende sulle possibili implicazioni ambientali, produttive e socio-sanitarie derivanti dall'incenerimento dei rifiuti sul territorio di Parma.
L'incontro è organizzato con la collaborazione di Gestione Corretta Rifiuti e ISDE Italia, Associazione Medici per l'Ambiente.
Partecipano alla serata Federico Balestrieri che parlerà sul tema
Emissioni inceneritori e impatto sulla catena alimentare
Marino Ruzzenenti che parlerà di Brescia:
Quali verità intorno all’inceneritore più premiato del mondo, la realtà di Brescia
e Patrizia Gentilini su
Il caso dei polli toscani alla diossina: controlli e certezze fra luci ed ombre
Moderatore della serata Manrico Guerra, Isde di Parma.
La provincia di Parma sta per dotarsi di un inceneritore da 130.000 tonnellate/anno per il trattamento di rifiuti solidi urbani, speciali e sanitari. La stragrande maggioranza di studi scientifici ha dimostrato come le emissioni di tali impianti, oltre impattare sulla salute delle persone direttamente, lo possono fare producendo sostanze che si acumulano nei prodotti della terra e perciò della catena alimentare, inficiando quelle che sono le carateristiche dei cosiddetti prodotti tipici.
L'incontro organizzato a Parma da ISDE Italia, Associazione Medici per l'Ambiente, verterà sui rischi dell'incenerimento rifiuti e settore agroalimentare.
Isde, riconosciuta dall'OMS, si occupa del binomio ambiente/salute e di prevenzione primaria nell'ottica di sensibilizzare amministrazioni e opinione pubblica circa il ruolo dell'inquinamento atmosferico nello sviluppo delle malattie.
L'intero territorio italiano è sotto assedio da parte dell'inquinamento e ancor di più lo sarà pensando alla richiesta di autorizzazioni di costruire nuovi inceneritori, in particolare nella pianura padana, già sottoposta ad un pesantissimo livello di inquinamento anbientale.
La serata sarà dedicata a evidenziare i rischi dell'incenerimento rifiuti per il settore agroalimentare, specie quello dei territori che producono prodotti tipici come il nostro (parmigiano reggiano, posciutto di Parma, et.) e a sensibilizzare i produttori perchè siano attivi per scegliere un altro metodo ormai collaudato di gestione dei rifiuti senza incenerimento, come ad esempio il sistema del centroriciclo di Vedelago.
Proteggere la qualità e quindi la tipicità dei nostri prodotti è una battaglia importante.