Il fungo porcino in Alta ValTaro

Parco Mazzini
Salsomaggiore

Scheda pratica
Indirizzo
Parco Mazzini
Comune
Salsomaggiore Terme crackcrack
CAP
43039
Orari Visite
Dall'alba al tramonto
Come arrivare
Centro storico, 3 minuti a piedi da Piazzale Berzieri; 3 minuti a piedi da Stazione FF.SS.

Nel 1911 l'amministrazione comunale di Salsomaggiore, già lanciata come città termale di fama internazionale, aveva progettato la creazione di un grande giardino urbano mediante la deviazione di un lungo tratto dell'alveo del torrente Citronia. A realizzarlo fu nel 1912 l'architetto Giuseppe Roda, che seppe trasformare l'organismo urbano preesistente, grazie alla accurata progettazione di questo spazio dilatato, deputato ad ospitare quelle strutture ricreative e mondane che ancora mancavano al completamento della città termale: un grande Kursaal, una lunghissima galleria coperta, una rotonda per la musica, ampi piazzali di ritrovo, chioschi, palestre, serre, campi da tennis, da croquet.
Il giardino veniva innestato alla città mediante l'apertura di una nuova via di accesso, un ampio tracciato stradale da realizzarsi anch'esso mediante la copertura del torrente Ghiara che, staccandosi dal viale Romagnosi, fino a quel momento cuore del centro abitato, conducesse al piazzale antistante il Kursaal. Il nuovo viale, tracciato in perfetta corrispondenza dell'asse centrale del giardino, doveva essere sottolineato per tutta la sua lunghezza da una galleria coperta, una lunga Kolonnade che proseguisse a profilare la vasta area del Kursaal.
Nel 1913 si diede avvio all'impianto del parco, ma per difficoltà finanziarie, venne rinviata la costruzione degli edifici previsti. Con una variante al progetto, che si pensava provvisoria, Roda trasformò l'area ellittica destinata al Kursaal e al piazzale antistante in arena per spettacoli e giochi sportivi, sostituendo la Kolonnade con una doppia fila di alberi, tutt'ora esistente.
L'area, completata nel 1917, rispettò tutti gli andamenti previsti. L'architetto guidò con cura meticolosa i lavori curando tutti i dettagli: modellò il terreno in dolce declivio, graduò i pieni e i vuoti, i chiari e gli scuri, gli effetti pittorici e pittoreschi, distribuì il colore, le masse boschive e le piante isolate in modo che ad ogni visuale corrispondesse un quadro diverso e speciale. Secondo precise leggi compositive tutti i fuochi dovevano convergere nel parterre che, occupando tutto il settore centrale, con la sua geometrica ambientazione si contrapponeva alla zona romantica, creata intorno ad un laghetto dove una montagnola rocciosa, una capanna e ponticelli in legno riproducevano un ambiente orientaleggiante.
Dal parco la ricerca di effetti spettacolari e scenografici si diffuse anche a tutto l'ambiente urbano, come testimoniano gli episodi architettonici degli anni Venti, di cui quella incredibile macchina scenografica che è il Berzieri costituisce l'esempio più eclatante.
Salsomaggiore si organizzò come uno spettacolo continuo: lo testimoniano le architetture volutamente fantasiose, le manifestazioni teatrali, coreografiche, musicali, non di rado tenute nel parco stesso, come la storica rappresentazione della Madama Butterfly di Puccini del 1925; gli oggetti dell'arredo urbano: chioschi luminosi, tabelloni pubblicitari, lampioni, cancellate in ferro, giochi d'acqua e perfino la delimitazione di piazze e strade attraverso il disegno di raffinatissime composizioni floreali, veri e propri quadri costruiti con fiori ed essenze vegetali.
Nel 1928 una nuova ondata di lavori portò alla costruzione all'interno del parco degli edifici delle serre, indispensabili per mantenere la rotazione dei fiori e delle essenze e oggi trasformate in luogo di mostre d'arte.

data di creazione: 20/03/2002
data di modifica: 29/07/2009
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