POESIA MARIANA
voci recitanti Paola Gassman, Ugo Pagliai
violoncello Erich Oskar Huetter
musiche di J.S.Bach
testi a cura di Ugo Trombi
in collaborazione con la Diocesi di Parma
produzione Parmaconcerti
Intorno a Maria, la Vergine Madre di Dio, il mondo cristiano, sia di lingua latina sia di lingua greca, dal sec. IV al sec. XIV ha prodotto un grande patrimonio di testi poetici spazianti dalla composizione colta a quella e devozionale, dalla meditazione biblica e teologica agli inni liturgici; e non stupisce vedere compresi nell’universo della “poesia” anche componimenti legati al culto, perché non di rado in essi vibra una vera creativa ispirazione. Di tale patrimonio presentiamo oggi, nella nostra Cattedrale dedicata a Maria Assunta, un piccolo saggio; in chiusura, alcuni testi mariani dei secoli XIII e XIV della letteratura “volgare” che felicemente continuano la tradizione classica dei canti a Maria.
J.S.Bach Suite n. 1 in Sol Maggiore
Preludio, Allemanda, Corrente
Canti mariani di lingua latina (sec.XI-XIII)
Hermann Contractus (sec. XI)
Santa Madre del Redentore
Salve, regina dei cieli
O rosa in fiore
Pier Damiani (1007-1072)
Gioia dell’universo
Bernardo di Chiaravalle (1090-1153)
Guarda la stella, invoca Maria
Adam de la Bassée (+1286)
Ave, rosa
Adamo di San Vittore (+1177)
Salve, Madre del Salvatore
Dai Carmina Burana (sec. XII)
Ave, nobile
Piangete, anime fedeli
J.S.Bach Suite n. 1 in Sol Maggiore
Sarabanda, Minuetto I e II, Giga
Canti mariani di lingua greca (sec.V-IX)
Cirillo di Alessandria (+444)
Lodi alla Madre di Dio
Giovanni Damasceno (675 ca -769)
Inni per il Transito della Vergine Maria
Giuseppe Innografo (816 ca - 886)
Odi per l’inno Akathistos. Canone VI
J.S.Bach Suite n. 3 in Do Maggiore
Preludio, Allemanda, Corrente
Voci mariane in lingua “volgare”
Laude a Maria madre di Gesù
Dolce Vergine Maria di Anonimo
Voi ch’amate lo Criatore di Anonimo
Pianto de la Madonna de la Passione del figliolo Iesù Cristo di Iacopone da Todi (1230-1306)
Per lo vostro gran valore, Vergine Maria di Anonimo
Dante Alighieri (Paradiso XXXIII, 1-39)
Vergine madre, figlia del tuo figlio
J.S.Bach Suite n. 3 in Do Maggiore
Sarabanda, Bourée, Giga
UGO PAGLIAI
Nato a Pistoia, Ugo Pagliai cominciò a frequentare il teatro da piccolo, seguendo in particolare le programmazioni fiorentine. Già nella sua città natale ebbe modo di avere esperienze come attore, ma in questa direzione si volse decisamente con l’iscrizione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica (1958).
Dopo il diploma, fece parte della compagnia Randone-Fortunato (vestì i panni di primo corifeo in “Antigone”), poi dal 1961 al 1963, si legò alla compagnia “I nuovi”, diretta da Guglielmo Morandi per la tv. In tale contesto, recitò in “Ma non è una cosa seria” (Pirandello), “Il cane dell’ortolano” (Lope De Vega), “Addio giovinezza” (Sandro Camasio e Nino Oxilia ), “Adorabile mascalzone” (Griboedov), “La sciarpa” (sceneggiato) e la serie televisiva dal titolo “Vivere insieme”.
Negli anni 1963 e 1964 fu presso la Stabile di Genova, diretta allora da Luigi Squarzina, partecipando a “Ciascuno a suo modo” (Pirandello) e a “Corte Savella” (Anna Banti). In questo periodo, figurò nel cast de “Il conte di Montecristo”, elaborato per la tv da Edmo Fenoglio. Seguì un anno allo stabile di Roma (ne “I quattro cavalieri” di Biraghi), e, subito dopo, allo stabile dell’Aquila (ne “Il divorzio” di Alfieri, gli atti unici pirandelliani “Cecè” e “La morsa” e “Un debito pagato” di Osborne).
Tornato più assiduamente alla televisione, dopo “I corvi” di Beque (con Renzo Ricci, Paolo Stoppa e Rina Morelli), e una “Maria Stuarda” (con Anna Proclemer), interpreterà nel 1969 la parte di Lawrence d’Arabia ne “L’aviere Ross” di Rattigan, regia di Giuseppe Fina. Fu un grande successo. Seguirono “Prima pagina”, “Un cappello pieno di pioggia”, di M. Gazzo (1969); “Le cinque giornate di Milano” (regia di Leandro Castellani), “Epitaffio per Gorge Dillon” di J. Osborne e “Il
segno del comando” di D’Anza, Bollini, Guardamagna (1970), che lo rese famoso e attore di successo; seguirono “Albertina” di V. Bompiani, “Il giudice e il suo boia” di Dùrrenmat (1971, con Paolo Stoppa) e un gruppo di sceneggiati tra i quali: “Dimenticare Lisa” (regia Nocita), “Paura sul mondo” (regia D. Campana), “La baronessa di Carini” (regia di D’Anza), “La dama dei veleni” (regia di Blasi).
Dal 1973, tornò ad essere sempre più presente sulla scena. Con Rossella Falk interpreta “Trovarsi” di Pirandello, con la regia di Giorgio De Lullo. Nel 1975-1976, formò una compagnia in cui figuravano anche Lilla Brignone e Paola Gassman e due furono le rappresentazioni di rilievo: “Spettri” di Ibsen e “Processo di famiglia” di Fabbri . Sempre nel 1976, con la regia dell’autore, propose “Anonimo veneziano” di Berto, cui seguì, l’anno dopo, “Don Giovanni torna dalla guerra” di Horvath (regia di Guicciardini).
Dal 1979, facendo Compagnia insieme a Paola Gassman, ha affrontato i seguenti testi teatrali: “Il gatto in tasca” di Feydeau (1979, regia Proietti), “Il bugiardo” di Goldoni (1981, regia di Piccardi), “Liolà” di Pirandello (1983, regia N. Mangano); “Il piacere dell’onestà” di Pirandello (1984, regia di M. Castri); “L’uomo, la bestia, la virtù” di Pirandello (1985-86, regia di L. Squarzina). E’ Giobbe nell’omonimo testo di Carol Woityla, messo in scena da Zanussi per la rassegna di S. Miniato; seguirono “Domino” di M. Achard (1987, regia di Squarzina); “Scene di un matrimonio” di Italo Svevo (1988-89); “Il padre” di Strindberg (1989-90, regia di Piccardi); “Ma non è una cosa seria” di Pirandello ( 1990-91, regia di Piccardi), nella stessa stagione teatrale “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare (regia di Bolognini); e poi “Spirito allegro” di Coward e “Ifigenia in Aulide” di Euripide (1991-92); “Giù dal monte Morgan” di A. Miller (1992-93, regia di Sciaccaluga); “Vita col padre” di Crouse (regia di Maccarinelli), “Elena” di Euripide (1993-94); “Harvey” di Mary Chase (1994-96, regia di Maccarinelli); “Bugie sincere” di Vittorio Gassman (1997-98, regia di Vittorio Gassman), “Una donna di casa” di Brancati (1998-99, regia di Piccardi).
Nell’estate del 2000: “Giobbe” di Karol Wojtyla come protagonista e regista. Nella stagione 2000-2001, “Il giuoco delle parti” di Pirandello (regia di De Fusco) e per la stessa regia “Viaggio a Venezia” tratto dal romanzo “Andreas e i ricongiunti di Hofmanstal”, a cui seguì, nella stagione 2002-2003, “La bottega del caffè” di Carlo Goldoni e, nel 2003-2004, “Il trionfo dell’amore” di Mariveaux, entrambi diretti da De Fusco.
Nel 2005- 2006, per la regia di Andrea Liberovici, “Ur Faust” di Goethe, “Mandragola” di N. Machiavelli, per la regia di Marco Sciaccaluga. Estate 2008, “Re Lear” di Shakespeare, per la regia di Daniele Salvo. Nella stagione 2008-2oo9, “Enrico IV” di Pirandello, regia di Paolo Valerio. Nel 2009, “Aspettando Godot” di Beckett, regia di Marco Sciaccaluga, grazie al quale ha ricevuto il premio "LA MASCHERA PER IL TEATRO " come migliore attore protagonista.
Accanto a questa intensa partecipazione alla vita teatrale, per la quale nel 1988 ha ricevuto il Premio speciale “Flaiano”, Pagliai ha proseguito la sua collaborazione con la tv, prendendo parte a commedie e sceneggiati con ruoli primari (“Amico mio”, o per la tv francese “Arsenio Lupin”)
e anche partecipando a famose trasmissioni come “La grande notte” in più di 50 puntate. Per il cinema numerose sono state le partecipazioni: con registi che vanno da Giovanni Fago a Luigi Comencini, con cui ha girato “Dio mio come sono caduta in basso” e “Cuore” per la tv.
PAOLA GASSMAN
E’ più o meno dal 1968, anno in cui mi sono diplomata all’Accademia d’arte drammatica “Silvio D’Amico”, che mi dedico quasi esclusivamente al teatro, ad eccezione di alcune sporadiche, ma significative apparizioni televisive, che specie nel passato mi hanno vista presente in commedie e sceneggiati di successo.
Numerosi sono quindi gli spettacoli teatrali a cui ho preso parte, mi limiterò a citarne alcuni fra i più significativi.
Dell’inizio della mia carriera, oltre allo spettacolo “Un debito pagato” di Osborne, prodotto dallo stabile dell’Aquila, che ha rappresentato il mio debutto, vorrei ricordare i tre anni trascorsi nella compagnia “Teatro Libero”, diretta da Luca Ronconi, che produsse il famosissimo spettacolo “Orlando Furioso”, grazie al quale fummo presenti in moltissime nazioni europee e che approdò anche negli Stati Uniti, culminando poi in un’importante trasposizione televisiva a puntate.
Altri spettacoli della stessa produzione: “La Tragedia del vendicatore”, sempre per la regia di Ronconi e “La cucina” di Wesker, diretta da Lina Wertmüller.
Feci poi parte della compagnia Brignone-Pagliai con gli spettacoli: “Spettri” di Ibsen e “Processo di famiglia” di Diego Fabbri. Sempre negli anni ’70, ho partecipato ad alcuni spettacoli diretti da mio padre, Vittorio Gassman, fra cui “Cesare o nessuno” e “Fa male il teatro”.
E’ comunque dal 1980 che si è formata la ditta teatrale Pagliai- Gassman, la quale da quell’anno in poi, ha messo in scena quasi ogni stagione uno spettacolo nuovo, affermandosi con notevole successo sia nel genere drammatico che in quello comico e brillante.
Dei tanti spettacoli messi in scena, mi piace ricordare il lungo periodo dedicato a Pirandello:
“Liolà”, “Il piacere dell’onestà”, “L’uomo, la bestia, la virtù”, “Ma non è una cosa seria”, “Il giuoco delle parti”, “La ragione degli altri”, ma anche“Il bugiardo” di Goldoni, “Il gatto in tasca” di Feydeau, “Scene da un matrimonio”(due atti unici di Svevo), “Il sogno di una notte di mezza estate” e “Il mercante di Venezia” di Shakespeare, e ancora “Una donna di casa” di Brancati, “Spirito allegro”di Coward, “Vita col padre” di Crouse, “Giù dal monte Morgan”di Miller, fino a “Bugie sincere” diretto e scritto appositamente per la ditta da mio padre. Vorrei citare anche fra i molti spettacoli estivi alcune esperienze particolarmente amate: “Giobbe” scritto in giovane età dal pontefice Wojtyla, messo in scena due volte, la prima a San Miniato per la regia di Zanussi e la seconda in una rassegna ligure per la regia dello stesso interprete Pagliai; e ancora “Ifigenia in Aulide”, in collaborazione con la scuola calabrese di Palmi, oltre a “Medea” e “Ecuba” di Euripide. Accanto a questa lunga esperienza di teatro privato, qui brevemente limitata ai titoli più significativi, posso inoltre annoverare esperienze importanti con molti teatri stabili come quello dell’Aquila, quello di Calabria in due diverse circostanze e direzioni, quello di Trieste, fino alle più recenti collaborazioni con il teatro Veneto, lo stabile di Genova e il teatro stabile privato di Verona, enti con i quali nell’arco di questi ultimi cinque anni sono stata impegnata in spettacoli come: “Viaggio a Venezia”, “La Bottega del caffè”, “Trionfo dell’amore”, “Ur Faust”, “Sette piani”, “Francesco e il suo Re”,“Sette piani” ed “Enrico IV”. Ho anche all’attivo un repertorio di commedie contemporanee come “L’appartamento è occupato” e “Divorzio con sorpresa”, ancora presenti sui palcoscenici d’Italia, dopo aver raggiunto il successo al teatro Manzoni di Roma.
Grazie dunque ai tanti lavori fatti ho avuto modo di incontrarmi con molti e bravi registi come: Ronconi, Gassman, Squarzina, Castri, Bolognini, Sciaccaluga, Piccardi, Maccarinelli, Però, La Manna, De Fusco, Liberovici, Panici, Valerio e molti altri...
Di recente ho pubblicato inoltre con la casa editrice Marsilio un libro da me scritto, arrivato già alla sua seconda edizione e intitolato: ”Una grande Famiglia dietro le spalle”.Cito questo libro perché, aldilà della sua validità o meno, esso testimonia largamente la mia grande familiarità ed esperienza nei confronti del Teatro, permettetemi di aggiungere del grande Teatro, non tanto per i miei meriti personali, che comunque hanno fatto di me un’attrice stimata e amata dal pubblico e dalla critica, ma soprattutto per tutti quegli straordinari personaggi che ho avuto il privilegio di avere appunto dietro le spalle (bisnonni, nonni, zii, padre, madre che hanno i nomi di Zacconi, Renzo Ricci, Margherita Bagni, Eva Magni, Nora Ricci, Vittorio Gassman). Da loro e da tutti quelli che grazie a loro ho conosciuto e amato, credo di aver imparato molto e forse posso, senza falsa modestia, affermare di essere se non altro in grado di distinguere il Teatro autentico dalle sue, ahimè, troppo frequenti contraffazioni.
ERICH OSKAR HUETTER
violoncello
Nato nel 1973, Erich Oskar Huetter inizia i suoi studi con Hildgund Posch presso l’Università della Musica di Graz, per poi proseguirli con Reinhard Latzko all’Accademia di Musica di Basilea, dove, nel 1999, ottiene il diploma come concertista solista e insegnante, entrambi con il massimo dei voti.
Continua la sua formazione con violoncellisti di altissimo livello, come Janos Starker all’Università dell’Indiana e Ralph Kirshbaum al Royal Northern College di Musica a Manchester, nonché con il grande Mischa Maisky all’Accademia Chigiana di Siena. Già in questi anni di studio, ottiene numerosi premi a concorsi internazionali di musica. Ha suonato come solista sotto la guida dei più importanti direttori d’orchestra del mondo, tra i quali Daniel Barenboim.
E sempre nella veste di solista, ha calcato i palchi delle più prestigiose sale da concerto, tra le quali Musikverein e Konzerthaus (Vienna), Mozarteum (Salisburgo), Brucknerhaus (Linz), Beethoven-Haus (Bonn), Royal Castle (Varsavia), Lisinski Hall (Zagabria), Kennedy Center e la Library of Congress (Washington), UN-Headquarter e Austrian Culture Forum (New York City), Vaticano (Roma), Imola (Emilia Romagna Festival), Jin Mao Concert Hall e Shanghai Conservatory (Shanghai), Sonoro Festival di Bucarest, Stefaniensaal (Graz), Jerusalem Music Center, Philharmonie (Berlino), Glocke (Brema), Philharmony di Valencia, National Conservatory di Singapore.
Tiene numerosi corsi e master class in varie università e istituzioni musicali internazionali, tra le quali la Internazional Summer Academy Stift Admont.
È membro dell’Hyperion Ensemble, sestetto d’archi, e del TrioVanBeethoven Vienna. Nei suoi recital, è solito suonare accompagnato dal pianista Paul Gulda.
È fondatore e direttore artistico del rinomato „Styrian Chamber Music Festival“ e del „Sounding Jerusalem“, un festival internazionale di musica da camera che si tiene nella Città Vecchia di Gerusalemme e che rappresenta un momento di incontro interculturale tra giovani musicisti provenienti dalla Palestina, da Israele e da tutta Europa.