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maggio 2013
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La città di Antigone
Nata ascoltando e dando voce alle donne, un progetto di teatro responsabile, un'opportunità per promuovere inclusione e cambiamento: 29 giugno al Centro Comerciale Eurosia, 30 settembre Palazzo della Pilotta
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La Città di Antigone
che verrà messo inscena gratuitamente sia venerdì 29 giugno alle ore 18.00 al Centro Commerciale Eurosia sia sabato 30 settembre alle ore 21.00 presso i Voltoni del Guazzatoio nel Palazzo della Pilotta.
Nata ascoltando e dando voce alle donne, a tutte le donne del mondo, migranti e native, “La Città di Antigone” vuole ripensare l’idea di cittadinanza e di appartenenza. Un progetto di teatro responsabile: un’opportunità per promuovere inclusione e cambiamento.
Interventi di:
Margherita Asta, Leyla Akgul, Margherita Becchetti, Giovanna Bertani, Ennia Bertozzi, Francesca Bigliardi, Maria Bocchi, Susanna Borghini, Clelia Buratti, Angela Brundu, Laura Caffagnini, Lucia Alejandra de Cavalcanti, Ailem Carvajal Gomez, Marinella Ciullo, Fabrizia Dalcò, Samuela Frigeri, Maura Giuffredi, Claudine Irahoza, Violetta Libassi, Gabriella Manelli, Carla Mantelli, Matilde Marchesini, Irene Massera, Elisabetta Mora, Rosanna Patrizi, Suor Maria Assunta Pedrinzani, Vincenza Pellegrino, Christine Kaihura, Cristina Quintavalla, Ebe Quintavalla, Roberta Roberti, Marcella Saccani, Pina Sammati, Annavittoria Sarli, Eugenia Tagliaferri, Vojsava Tahiraj, Adele Tonini, Katia Torri, Aiassitou Vinci, Alice Zambelli, Maria Zirilli.
La città è femmina quando accoglie, quando è plurale, quando ha la consapevolezza che ogni cosa è la conseguenza di un'altra. La città è femmina quando sta in allerta, quando non ha paura di credere in un sentimento utopico, quando in essa la parola ‘libertà’ risuona limpida, cristallina. Queste sono alcune delle caratteristiche de “La Città di Antigone”, un complesso progetto che è nato dalla collaborazione di Vagamonde, associazione di Parma che da piu' di nove anni si occupa di promuovere i diritti di cittadinanza delle popolazioni migranti con particolare attenzione all’universo femminile, e Festina Lente Teatro, che propone un teatro attento alla società, ai suoi cambiamenti. Un teatro in cui impegno artistico e impegno civile permettono di non sfuggire dalla responsabilità del presente. “La Città di Antigone” sarà uno spettacolo teatrale, ma è molto di più.
Antigone ha disubbidito all’editto dello zio Creonte, re di Tebe, che ordina di non seppellire suo fratello morto in guerra e rimasto insepolto fuori dalle mura della città. Prendendo le mosse dalla figura eroica di Antigone come metafora della condizione femminile, nella prima fase del progetto sono state intervistate circa cento donne migranti e native, donne impegnate, che hanno lasciato una traccia nella città, donne che non fuggono alla responsabilità del presente, attente alla nostra contemporaneità, Antigoni del nostro tempo. Cosa direbbe Antigone oggi se potesse guardare tutti i diseredati dalla terra, tutti i dispersi senza nome? Corpi senza riscatto depredati dalla dignità. Cosa direbbe Antigone intorno alle parole amore, giustizia, ribellione, impegno, accoglienza, libertà? Dal ricchissimo materiale raccolto in queste interviste è stata realizzata una drammaturgia che verrà messa in scena da altre donne non professioniste, che vivono la città, altre moderne Antigoni.
Partendo da un’idea di Andreina Garella regista di Festina Lente Teatro, questo progetto è realizzato grazie al contributo di Coop Consumatori Nordest - che tramite l’impegno diretto dei suoi soci da tempo sostiene diverse attività culturali e sociali su tutti i territori in cui è presente con la sua rete di vendita -, della Cooperativa Oikos e con la collaborazione della Soprintendenza ai Beni Storici, Artistici Etnoantropologici di Parma e Piacenza e il patrocinio della Provincia di Parma. “Abbiamo interpellato Antigone - spiega la regista - e le abbiamo chiesto il suo aiuto per indagare la città come spazio di convivenza e di condivisione, dove ci si identifica e si cercano risposte, per riscoprire i valori fondanti della città. Un luogo di relazione e di scambi, capace di accogliere e di ospitare; un luogo privilegiato dove promuovere inclusione e cambiamento, in contrapposizione alle ingiustizie, ai respingimenti, alle prevaricazioni, alle negazioni delle libertà individuali, senza dimenticare il rapporto tra etica e politica. La città è la casa della società, ne è in qualche modo lo specchio, la proiezione”. Festina Lente Teatro e Vagamonde da anni portano avanti progetti di teatro responsabile rivolto alle donne migranti e native e, per questo, grande importanza è stata data al coinvolgimento di diverse donne straniere. “In questi progetti - raccontano le donne di Vagamonde - dove i ruoli si sfumano e si frantumano, si assiste a uno scambio di culture e di storie: le donne migranti portano i loro sapori, i loro colori, le loro emozioni. Cerchiamo un nuovo modo di vivere e condividere lo spazio; uno spazio che sia comune dove potersi identificare traendo beneficio dalla stratificazione dalla mescolanza e dalla pluralità”. Significativa anche la scelta del contesto delle due rappresentazioni. Il 29 giugno alle ore 18 sarà l’Eurosia di Parma ad accogliere lo spettacolo diventando un luogo di forte caratterizzazione personale e collettiva, di riflessione - ed emozione - proprio sui contenuti della partecipazione, dell’accoglienza e della condivisione. Il 30 settembre alle ore 21, invece, prestigiosa cornice dello spettacolo sarà il Palazzo della Pilotta, monumentale complesso di edifici con una secolare storia che racconta le radici della città e che tutt’ora continua a essere un importantissimo spazio di incontro e di promozione culturale cittadina. Accompagnerà il progetto la mostra fotografica di Anna Campanini, che ha ritratto tutte le “Antigoni” intervistate. Immagini di donne, cartoline di luoghi dove il loro essere o agire si esprime.
Più che mai pertinenti, allora, in una città fatta di persone che non vogliono essere “invisibili”, le parole di Calvino “d’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda” (Le città invisibili – Einaudi, 1972).
Le Parole di Antigone è un incontro pubblico nato dall’esigenza di condividere la forza delle parole, dell’agire e del pensiero delle donne intervistate all’interno del progetto teatrale La Città di Antigone.
Attraverso lo sguardo di Antigone abbiamo la possibilità di confrontarci con i problemi della realtà, una modalità di azione che parte dall’essere donna, e ci spinge a ripensare ad un’idea di cittadinanza e di appartenenza ad una comunità; si è meditato intorno alle parole amore, giustizia, ribellione, impegno, accoglienza, libertà. Riflettendo intorno a queste parole è stata stilata una lista di domande che sono state rivolte, in questi mesi, a circa quaranta donne della nostra città, migranti e native, donne impegnate, che hanno lasciato una traccia nella città, donne che non fuggono alla responsabilità del presente, attente alla nostra contemporaneità, Antigoni del nostro tempo.
Trovando nelle loro risposte forme tangibili di convivenza e di vera cittadinanza.
All’incontro pubblico, Le Parole di Antigone, che è aperto a tutti e si terrà sabato 9 giugno dalle ore 10.30 presso i Voltoni del Guazzatoio nel Palazzo della Pilotta, parteciperanno alcune delle donne che sono state intervistate: “vorremmo restituire, rintracciare, riconoscere il significato di cittadinanza – ci spiegano - vorremmo trarre beneficio dalla stratificazione dalla mescolanza e dalla pluralità. Incrociare gli sguardi con le parole, ricostruire legami, ascoltare nuove voci, colorare la città e farla rinascere”.
Cerchiamo un nuovo modo di vivere e condividere lo spazio, chiediamo la possibilità di mescolare idee, pensieri, storie, emozioni. Il progetto La Città di Antigone, all’interno del quale è sorto l’incontro Le Parole di Antigone, è frutto dalla collaborazione di Vagamonde, associazione di Parma che da più di nove anni si occupa di promuovere i diritti di cittadinanza delle popolazioni migranti con particolare attenzione all’universo femminile, e Festina Lente Teatro, che propone un teatro attento alla società, ai suoi cambiamenti. Un teatro in cui impegno artistico e impegno civile permettono di non sfuggire dalla responsabilità del presente. Partendo da un’idea di Andreina Garella, regista di Festina Lente Teatro, questo progetto è realizzato grazie al contributo di Coop Consumatori Nordest - che tramite l’impegno diretto dei suoi soci da tempo sostiene diverse attività culturali e sociali su tutti i territori in cui è presente con la sua rete di vendita -, della Cooperativa Oikos e con la collaborazione della Soprintendenza ai Beni Storici, Artistici Etnoantropologici di Parma e Piacenza e il patrocinio della Provincia di Parma.
Le Parole di Antigone sono le fondamenta dello spettacolo
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autore: Anna Vezzoli
data di creazione: 01/06/2012
data di modifica: 25/06/2012
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